Tipologie e caratteristiche degli archi in cartongesso
Innovazione
<< Indietro

La versatilità è una delle tante caratteristiche peculiari offerte dal cartongesso che ne fanno un sistema sempre più usato e proposto dai professionisti sia per le ristrutturazioni che per le nuove costruzioni.

 

Il glossario dei termini riguardanti un arco in cartongesso

 

Attraverso i sistemi costruttivi a secco si possono realizzare superfici curve di ogni genere. Prima di entrare nel merito delle varie tipologie ottenibili, è bene partire dalle definizioni di base. Di seguito un breve glossario utile a ogni rivenditore di materiale edile.

 

  • Intradosso: è la superficie che limita l’arco inferiormente
  • Estradosso: è la superficie che limita l’arco a livello superiore
  • Piani di imposta: sono le superfici da cui ha inizio la costruzione di un arco
  • Spalle: sono le porzioni di parete su cui appoggia l’arco
  • Corda o luce: rappresenta la distanza tra le spalle dell’arco
  • Saetta o monta: è la distanza verticale tra il piano di imposta e il punto più alto dell’intradosso
  • Sesto: è la forma dell’intradosso di un arco

 

Il Rivenditore deve conoscere quantità, qualità e caratteristiche delle lastre per fornire soluzioni e soddisfare le esigenze del consumatore. Scoprile in questa Guida gratuita.

 

Le tipologie di archi

 

Una volta elencati e chiariti gli elementi base riteniamo utile ricordare che gli archi si differenziano in funzione della forma dell’intradosso (sesto).

Queste le tipologie di archi:

 

  • Arco a tutto sesto: l’intradosso è formato da una circonferenza con il centro sulla linea di imposta, il raggio è uguale a metà della luce;.
  • Arco rialzato: l’intradosso è formato da una circonferenza con il centro rialzato sulla linea di imposta e il raggio è uguale a metà della luce;
  • Arco scemo: l’intradosso è formato da un arco di circonferenza con il centro al di sotto delle linee di imposta, inclinate e convergenti verso il centro;
  • Arco ribassato: ha una freccia non superiore alla metà della luce;
  • Arco acuto: a sesto rialzato costituito da due archi di cerchio aventi centri sulla linea di imposta e raggio maggiore della metà della corda; la monta è maggiore di metà della luce e le curve si incontrano a cuspide;

 

 

Le tipologia di lastre da usare per archi in ambienti standard

 

Le tipologie di lastre da utilizzare per gli archi variano in base all'utilizzo interno/esterno oppure in funzione del grado di umidità a cui è soggetto l'ambiente di destinazione.

In condizioni standard di temperatura e umidità il rivestimento ottimale per la realizzazione di superfici curve è costituito da lastre a elevato grado di curvabilità.

Quella maggiormente consigliata è una lastra in gesso rivestito con spessore pari a circa 6,5 mm, capace di creare curvature molto strette, ovvero realizzare superfici con raggi di curvatura sino a 30 cm.

 

LEGGI ANCHE: "Performance e Design: tutti gli usi del cartongesso"

 

Una lastra di questo tipo dovrà sempre essere posata in doppio strato sfalsando i giunti tra uno strato e l’altro. In funzione del raggio di curvatura potranno essere utilizzate anche lastre in gesso rivestito di spessore 9,5 e 12,5 mm. Nelle pareti si consiglia di prevedere sempre il doppio strato di lastre per lato.

 

Le tipologia di lastre da usare per archi in ambienti umidi

 

In questi casi occorre ricordare al cliente che il rivestimento deve essere realizzato con lastre in cemento rinforzato con rete di armatura sulle due superfici. I casi tipici sono gli spogliatoi ad alta frequentazione, come quelli dei centri sportivi e i rivestimenti degli ambienti circostanti le piscine o le vasche termali.

Per queste fattispecie sono consigliabili lastre con raggio di curvatura pari a 3,00 m (come per esempio Aquapanel Indoor di Knauf).

Una striscia di lastra di questo tipo, di 30 cm di larghezza, possiede un raggio di curvatura sino a 1,0 m. Le lastre andranno avvitate all'orditura metallica con viti in acciaio resistente, poste ad interasse non superiore a 200 mm.

Va poi posato uno specifico materiale (tessuto) che funga da barriera all’acqua, ma traspirante al vapore, posandolo trasversalmente alle due orditure metalliche in corrispondenza del piano di posa delle lastre, prima della messa in opera delle stesse.

Il tessuto dovrà essere fissato provvisoriamente mediante l’impiego di nastro biadesivo. La sigillatura dei giunti tra le lastre si realizza posando il collante poliuretanico in un filo continuo lungo i bordi della lastra.

Tutta la superficie eseguita va rasata per uno spessore medio di 4 mm con stucco rinforzato con rete in fibra di vetro resistente agli alcali, in modo da ottenere una superficie liscia, pronta per la finitura con intonachino/pittura o rivestimento ceramico.

 

Ricordiamo inoltre che la rasatura non deve essere eseguita nel caso si preveda un successivo rivestimento ceramico; il rivestimento ceramico può essere applicato direttamente sulle lastre dopo la posa di idoneo primer per interni.


KNAUF
di Knauf S.r.l. S.a.s.